Settimana della Moka - 8 Aprile
Sviluppare software oggi: una sfida socio-tecnica
In questa giornata esploreremo come costruire organizzazioni capaci di apprendere, collaborare e innovare in modo continuo. Dalle architetture software alla sicurezza, dai feature team al Domain-Driven Design, ogni intervento offrirà strumenti concreti per affrontare la complessità reale dei team e dei prodotti digitali. Chiuderemo con un caso di studio che mostra come questi principi prendono forma nella pratica quotidiana.
A cura di Intré
Partecipazione gratuita, registrazione obbligatoria
8.30 - 9.30
Registrazione e caffè benvenuto
9.30 - 9-40
Introduzione alla giornata
a cura di Fabio Ghislandi
9.40 - 10.20
Perché parlare di sistemi sociotecnici
di Fabio Ghislandi
10.20 - 11.00
Trasformare l'azienda in una organizzazione che impara. Quando l'apprendimento diventa un vantaggio competitivo
di Alessandro Giardina
Nelle organizzazioni moderne, la capacità di apprendere rapidamente e in modo continuo non rappresenta più un'opzione, ma una necessità strategica. In questa sessione viene presentato il caso concreto di Intré, azienda di sviluppo software fondata nel 1999, con una lunga esperienza nelle metodologie agili e nell’approccio al continuous learning.
Il modello di Learning & Development (L&D) sviluppato da Intré nel corso degli anni è di tipo pragmatico: prevede che ogni persona dedichi il 12% del proprio tempo lavorativo alla formazione, articolata attraverso tre direttrici principali. La prima è costituita dalle Gilde, gruppi di studio auto-organizzati. La seconda riguarda i Camp, eventi interni ricorrenti finalizzati alla condivisione della conoscenza. La terza è rappresentata da iniziative di apprendimento individuali, supportate da un budget personale.
L’approccio si fonda su tre pilastri: apprendimento esperienziale, formazione collettiva e leadership distribuita. Questa combinazione ha permesso a Intré di migliorare la qualità del lavoro, aumentare la soddisfazione dei clienti e attrarre (e mantenere) persone motivate.
La presentazione approfondisce anche le sfide incontrate lungo il percorso, restituendo un quadro onesto di successi, criticità e aspetti che richiedono attenzione costante. Un caso di studio che può offrire spunti concreti ad altre organizzazioni interessate a fare dell’apprendimento continuo un vero motore di evoluzione interna e di proposta di valore sul mercato.
11.00 - 11.40
Fake news sui feature team
I feature team sono spesso citati come panacea organizzativa: basta “mettere tutte le competenze nel team” e magicamente arriveranno autonomia, velocità e qualità. Ma cosa c’è di vero e cosa, invece, appartiene al mondo delle semplificazioni e dei miti aziendali? Questo talk smonta le principali fake news sui feature team — dall’idea che eliminino ogni dipendenza all’illusione che funzionino in qualunque contesto — e ricostruisce una visione pragmatica basata su casi reali. Un’occasione per capire quando i feature team funzionano davvero, quando no e quali condizioni devono esserci perché portino valore invece che frustrazione.
11.40 - 12.20
Architetture software: una corsa contro il tempo
In qualità di sviluppatore Manuel ha deciso di iniziare a guardare nel mondo dell'architettura software.
Come approccio a questa sfida ha iniziato leggendo risorse di chi è del settore, arrivando a Neal Ford con Building evolutionary architecture e Berry O'Reilly con la Residuality theory.
La vera sfida di questo settore sembra quella con il tempo, il software non può essere pensato staticamente in quanto deve modellare la realtà che per natura è evolutiva.
Questa presentazione vuole essere il racconto di un percorso per la comprensione che non si può produrre software perfetto, ma che serve un software adattabile nel tempo.
12.20 - 14.00
Pausa pranzo
14.00 - 14.40
Domain-Driven Design – Quando il software è una conversazione
Nell’era degli LLM, scrivere codice è diventato incredibilmente veloce. Ma siamo sicuri che velocità significhi valore?
Il problema non è quanto velocemente produciamo codice. Il problema è quanto bene comprendiamo ciò che stiamo costruendo. È qui che il Domain-Driven Design torna centrale. È qui che l'Ubiquitous Language riduce le ambiguità.
Perché i modelli di dominio sono espressi attraverso il linguaggio, e il comportamento dei modelli LLM è guidato dal linguaggio. Le specifiche diventano una fonte di verità, non un documento dimenticato. La documentazione vivente conserva quella conoscenza che il codice, da solo, non può rappresentare.
Forse, oggi più che mai, il vero vantaggio competitivo non è scrivere software più velocemente… ma rimanere più a lungo nel problem space.
14.40 - 15.20
Distillare il valore: l'evoluzione del Product Owner nell’epoca degli agenti AI
di Marco Loregian
Spesso la promozione di un tecnico senior al ruolo di Product Owner viene vissuta come un passaggio naturale, quasi scontato, ma l'esperienza sul campo suggerisce che è proprio qui che si annidano i rischi più grandi per la tenuta e la performance di un team. Oggi che l’AI è già uno strumento imprescindibile per la scrittura di codice, nessuno può rifugiarsi nella tecnica come zona di comfort, trascurando la fatica necessaria per costruire una visione comune del prodotto. La vera sfida è diffondere nel team la capacità di distillare la conoscenza e i bisogni di business in un linguaggio che sia il pilastro di un sistema socio-tecnico solido, dove la chiarezza della comunicazione conta più di algoritmi e framework.
15.20 - 16.00
Security by Design (deve essere) per tutti
di Valentina Sona
Il termine “Security by Design” indica l’approccio che prevede l’integrazione di analisi e pratiche di cybersecurity fin dalle prime fasi di progettazione del software, trattandole come una priorità al pari dei requisiti funzionali.
Nel 2026, questo approccio è diventato indispensabile per affrontare il numero crescente di vulnerabilità, attacchi informatici e data breach che si verificano ogni giorno. Nonostante ciò, viene ancora spesso confuso con il Secure Coding e ridotto a una responsabilità esclusiva dei developer, invece di essere riconosciuto come un impegno condiviso da tutti gli stakeholder di progetto.
Perché la comunità della cybersecurity chiede oggi a quella dello sviluppo un cambio di paradigma? Perché è così complesso colmare questo divario attraverso la sola formazione?
In questa sessione vi condividerò il punto di vista di Betrusted, che sta “dall’altra parte della barricata”, per raccontarvi cosa sta cambiando e spiegare perché questo cambiamento è ormai necessario.
16.30 - 17.10
Il potere nascosto delle demo prodotto: esperienze dal campo su come soddisfare la fame di feedback!
di Alessandro Giardina
Le demo non sono soltanto una presentazione del lavoro svolto: sono un momento fondamentale in cui il feedback diventa il carburante per migliorare il prodotto e l’efficacia del team.
Nella sua esperienza, maturata lavorando come Product Owner e Coach con molti team in aziende di diverse dimensioni, Alessandro ha visto troppe demo sottovalutate, ridotte a rituali sterili o a inutili checklist.
Se condotte nel modo giusto, le demo possono invece trasformarsi nel feedback loop più potente a disposizione di un team.
In questa sessione Alessandro racconterà problemi comuni (demo noiose, poca partecipazione, feedback superficiali o assenti) e come risolverli trasformando ogni demo in un’esperienza coinvolgente.
Verranno condivisi esempi pratici su come rendere le demo il punto di raccolta primaria del feedback, permettendo ai team di correggere la rotta rapidamente e costruire prodotti migliori.
Saranno condivisi suggerimenti su come preparare demo che attirino il giusto pubblico, stimolando risposte costruttive e aiutando il team a trovare orgoglio nel proprio lavoro.
Infine si vedrà come scalare le demo quando molteplici team lavorano sullo stesso prodotto, per garantire che nessun feedback importante vada perso!
17.10 - 17.50