Il calendario dei prossimi meetup


16 aprile 2025 - 18.00

Come un backlog cambia le dinamiche: dal conflitto alla collaborazione

di Pino Decandia, Agile Reloaded

In questo meetup, Pino racconterà di un'esperienza vissuta, un caso studio sull'importanza del backlog come strumento di comunicazione.

"Leggi l'analisi funzionale", "è scritto nel commento su jira", "perché non l'hai scritto?" sono alcune delle frasi che davano la cifra della comunicazione all'interno di un team di sviluppo. Incidentalmente (?) il team era composto da sotto-team di aziende diverse. Analisti e sviluppatori risultavano in conflitto e, come conseguenza, sembrava impossibile fare pianificazione o procedere in maniera costruttiva a risolvere difficoltà.

Entrambi i sotto gruppi si trinceravano dietro formalità (es. i documenti di analisi) o gergo tecnico che nascondeva o una reciproca diffidenza.

La strategia utilizzata per superare lo stato delle cose ha visto il backlog come elemento centrale. Il backlog è stato usato, e strutturato, come puro strumento di comunicazione e non come elenco di cose da fare, o di specifiche.

Per evitare di aprire le discussioni a dettagli potenzialmente divisivi, se non irrilevanti, il backlog è stato generato, apposta, a livello alto, non particolarmente dettagliato.
Il motivo sta nell'obiettivo di migliorare la comunicazione. Il backlog è stato usato come un diversivo, un qualcosa di "terzo" che poteva essere attaccato senza attaccare le altre parti. Nell'arco di poche sessioni siamo riusciti a spostare la conversazione dalle persone al problema, trova do poi, in maniera quasi inconsapevole, lo spazio di collaborazione.

Se vuoi leggere la storia completa delle avventure di Pino Decandia, puoi trovare la prima prima puntata della serie qui.
Qui trovi la seconda parte

27 Maggio 2025  - 18.00

Accessibilità di prodotti digitali

di Emanuele Mantovani,  Andrea Sironi Thanks Design

Realizzare prodotti e servizi digitali accessibili è fondamentale per offrire esperienze inclusive e senza discriminazioni. E lo sarà sempre di più nei prossimi anni, grazie alla direttiva dell’European Accessibility Act.

A partire dal 28 giugno 2025 tutte le aziende private saranno chiamate a immettere sul mercato prodotti accessibili in conformità con la norma UNI CEI EN 301549:2021, ma cosa significa questo per le aziende e i team di prodotto?

Progettare l’accessibilità nella propria azienda o nel proprio team di prodotto è un processo che porta con sé diverse sfide, ma, con il giusto approccio e le conoscenze adeguate, è possibile farlo in modo efficace, integrandolo by design.

Durante il meetup, introdurremo il tema dell’accessibilità, sia dal punto di vista tecnico che normativo, e mostreremo, step by step, quali sono i passaggi che ogni team può compiere per iniziare a rilasciare prodotti accessibili. 

Proveremo inoltre a rispondere a ogni vostra domanda o dubbio in merito. Per questo motivo abbiamo creato un form, attraverso cui, già da ora, potrete anticiparci i vostri quesiti.


Nel dettaglio parleremo di:

  • Intro su accessibilità nel mondo digital 
  • Breve passaggio sulla normativa 
  • Le WCAG 
  • Cosa cambia per i team? 
  • Cosa fare: m ettere le basi nel proprio team, realizzare un nuovo prodotto 
  • Q&A 

25 Giugno  2025  - 18.00

L’AI riscrive le regole dello sviluppo prodotto

di Stefano Leli e Stefano Marello, Tech Reloaded

Le tecnologie di AI generativa stanno ridefinendo il ciclo di vita del software: attività che oggi richiedono team numerosi domani saranno presidiate da squadre più compatte e interfunzionali. Emozionante? Sì. Spaventoso? Anche — se lasci la guida all’intelligenza artificiale.
In questo intervento analizziamo le opportunità di questa rivoluzione e i fattori critici per mantenerne il controllo e vi raccontiamo come abbiamo costruito VibeCoding: un processo che integra architetture AI-driven, automazione e intervento umano consapevole.
Vi faremo vedere come abbiamo costruito un processo su due contesti tecnologici: da un lato uno stack AI che collabora con PO e utenti per raccogliere requisiti, generare demo e migliorare il prodotto in modo iterativo; dall’altro un team di prompt engineers che lavora con strumenti guidati da agenti AI. Il tutto collegando i due stack con agenti e workflow automatici.
Il risultato: un’infrastruttura che unisce automazione e controllo, velocità e qualità, AI e competenza umana.

17 Settembre 2025  - 18.00

Dall’età del ferro all’età del cloud
Perché il DevOps da solo non basta più

di Luca Acquaviva, Imola Informatica

L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha traghettato le organizzazioni IT dall’età del ferro— dominata da server fisici, ambienti rigidi e processi manuali e frammentati — all’età del cloud, caratterizzata da infrastrutture componibili, servizi self-service e automazione diffusa. In questo scenario, il DevOps ha rappresentato un primo, fondamentale salto culturale e tecnologico, rendendo più autonomi i team e più rapidi i cicli di sviluppo e rilascio.
Tuttavia, nelle realtà enterprise, estendere queste pratiche su larga scala si rivela spesso complesso e non porta sempre ai risultati desiderati, in quanto la mancanza di un modello operativo condiviso e la frammentazione delle tecnologie utilizzate rendono difficile mantenere sostenibile e replicabile l’intero ciclo di vita del software, facendo emergere i limiti di un approccio DevOps non supportato da una piattaforma coerente.
In questo contesto, il Platform Engineering si afferma come disciplina complementare al DevOps, finalizzata a progettare e realizzare piattaforme che offrano funzionalità per supportare in modo coerente e sostenibile l’intero ciclo di vita del software, facilitando il lavoro degli sviluppatori e migliorando l’efficienza dei team.
Questo intervento esplora come il Platform Engineering, attraverso l’adozione di un modello operativo e di una strategia tecnologica condivisi, consenta di costruire Internal Developer Platforms (IDP), in grado di fornire strumenti, infrastrutture e servizi per abilitare uno sviluppo agile, sicuro e coerente adottando un approccio “cloud-like”; ovvero offrendo automazione, scalabilità, self-service e flessibilità tipiche del cloud pubblico, anche in ambienti on-premise o ibridi, garantendo così maggiore controllo, sicurezza e personalizzazione.

22 Ottobre  2025 - 18.00


Caso d’uso 1 – Knowledge base sempre aggiornata, in tempo reale
Che cosa succede quando un assistente AI smette di basarsi su documenti statici e comincia a imparare da ciò che gli utenti gli scrivono in tempo reale? Vi racconteremo come abbiamo progettato un sistema capace di aggiornare dinamicamente la sua knowledge base direttamente dalle conversazioni, dando priorità alle informazioni più recenti e rilevanti.
Dietro le quinte, una combinazione di Generative AI, LLMs e architettura RAG, per garantire coerenza, affidabilità e adattabilità continua.
Un assistente che evolve con il contesto, senza perdere la bussola.

 

Caso d’uso 2 – Smistamento intelligente di contenuti multimediali
Immaginate un sistema che riesce a organizzare automaticamente grandi volumi di foto e video in base alle persone presenti… ma non solo! Abbiamo sviluppato una soluzione che sfrutta Amazon Rekognition per riconoscere i volti nei contenuti multimediali e applicare logiche personalizzate: “tutte le foto con Laura ma senza Marco”, oppure “solo video in cui compaiono almeno tre membri del team”.
Un sistema utile per la gestione di archivi aziendali, eventi interni o raccolte media su larga scala, dove tempo e precisione fanno la differenza.

 

Sarà un’occasione per esplorare insieme approcci tecnici, architetture usate e lezioni apprese sul campo. Se ti occupi di AI, software o semplicemente sei curioso di vedere come si porta l’AI dalla teoria alla pratica, questo meetup fa per te.

 

Target: Sviluppatori software, AI/ML engineer, product manager, tech enthusiast

17 Dicembre 2025  - 18.00


Panta Rei: Architetture Evolutive

di Alberto Acerbis - Intré Srl

Siamo sempre più abituati a chiedere aiuto a strumenti come Copilot per scrivere il codice, convinti che possano risolvere gran parte dei nostri problemi. Ma il software è solo una parte dell’architettura: la vera sfida è progettare soluzioni che possano adattarsi ai cambiamenti, senza dover essere riscritte da zero ogni volta.

“Panta Rei” – tutto scorre – e anche le nostre architetture devono saper evolvere.

In questa chiacchierata vedremo come affrontare la progettazione di un'applicazione il più possibile slegata dai framework, che possa evolvere con le richieste dei nostri Clienti. Non è la soluzione in sé che conta, è l'approccio evolutivo l'aspetto l'importante. La ricerca della flessibilità e del massimo controllo di quello che realizzo