Settimana della Moka - 4 Marzo 2026

Reloaded Adventures

Una serie di storie di esperienze reali in cui i coach di Agile Reloaded hanno lavorato per applicare i principi e le pratiche Agile.
Una giornata dedicata all'Agilità nelle organizzazioni: dalla gestione dei progetti, al design organizzativo e come questo possa impattare sulle persone.
Dalla creazione di prodotti di valore e migliorare la collaborazione tra team di sviluppo e management alle valutazioni economiche in un progetto fatto secondo le metodologie Agili.


A cura di Agile Reloaded


Partecipazione gratuita, registrazione obbligatoria

8.30 - 9.30 

Registrazione

9.30 - 10.00

Introduzione alla giornata

a cura di Marco Calzolari

10.00 - 10.30

Pausa caffé

10.30 - 11.15


L'arte di  fare molte cose: un approccio sostenibile al processo decisionale.

di  Giovanni Puliti

Le aziende sane hanno più idee e iniziative che risorse per poterle realizzare. Bisogna quindi scegliere, definire il modo in cui si selezionano, si ordinano per priorità e si governano i progetti da portare avanti. In un processo tradizionale ci si incontra in un momento ben preciso dell’anno con l’obiettivo di provare a fare tutto con conseguenti conflitti di priorità, tempi e capacity. In questo workshop unico, esploreremo un approccio innovativo che fonde il mindset Agile con esperienze pratiche accumulate in diverse aziende nel corso degli anni.
La nostra esperienza ci ha insegnato che in un mercato dominato dall’incertezza non sempre si possono “non fare” le cose, tuttavia si può cambiare l’approccio ai criteri decisionali, lavorando sulla collaborazione e la comprensione tra i decisori coinvolti. Utilizzando simulazioni e case study, i partecipanti sperimenteranno concretamente il cambiamento di prospettiva e acquisiranno strumenti pratici da personalizzare e implementare nella propria realtà lavorativa.


11.00 - 12.00

Mimetismo organizzativo:  come sia possibile abbracciare la trasformazione, affinché tutto cambi, senza cambiare veramente.

di Pino Decandia


Molte organizzazioni rispondono alla pressione della trasformazione attivando una forma di resistenza invisibile: non si oppongono al cambiamento, ma lo assorbono fino a neutralizzarlo. Questo talk analizza un case study in cui l'azienda ha reagito, e sta reagendo, mettendo in atto una strategia di "mimetismo organizzativo", ovvero la capacità di cambiare le etichette mantenendo intatta la logica operativa interna e i meccanismi decisionali..

Verrà mostrato come l'organizzazione sia riuscita a dichiararsi "trasformata" pur restando identica a se stessa, analizzando le quattro leve tecniche che hanno permesso questo: le struture parallele, l'erosione dei mandati, obiettivi sfocati, persistenza del linguaggio.


12.00 - 12.45

Talento, performance, carriera: uno sguardo d’insieme

di Marco Calzolari


In questi anni abbiamo messo in discussione quasi tutto: il project management, i modelli organizzativi, la leadership e la gestione dei team. Abbiamo promosso l’agilità come adattamento, coinvolgimento e partecipazione, ma i cambiamenti più profondi passano per alcune premesse invisibili con cui guardiamo alle persone.

In questo intervento Marco proverà a chiudere un cerchio aperto quasi dieci anni fa: l’impatto che le pratiche agili hanno avuto sul dominio HR e, soprattutto, su come parliamo di talento e performance.

Se molte aziende hanno ripensato le interazioni, i ruoli e le pratiche di lavoro, il talento resta un concetto opaco, stratificato e pieno di equivoci: una risorsa rara da selezionare, trattenere, potenziare. Ma è davvero così? Attraverso storie raccolte sul campo metterò in discussione alcuni dei presupposti ancora dominanti (non solo in ambito HR): che il talento sia un tratto individuale e stabile, che sia identificabile in anticipo, che valga la pena investirci più che investire sul contesto in cui opera.

È arrivato il momento di liberare le persone dalla gestione waterfall del loro talento, e iniziare a pensarlo come già pensiamo al lavoro: incrementale e distribuito.

10.30 - 12.45


WORKSHOP
Costruire un prodotto con l'AI, dalla vision al discovery di prodotto

di Stefano Leli

Nei team di prodotto l’AI generativa sta già cambiando le cose, ma raramente in modo consapevole. Perché da grandi poteri derivano grandi responsabilità: se usata bene, l’AI moltiplica la qualità; se usata male, accelera solo la mediocrità.

Chi la usa senza metodo delega decisioni che non dovrebbe; chi la ignora perde velocità e rischia l’irrilevanza. Il problema non è l’AI, ma l’assenza di un modello chiaro per integrarla nel lavoro reale del team.

Molte organizzazioni la vedono ancora solo come uno strumento per scrivere codice più in fretta. Ma la vera rivoluzione non è produrre più output: è risolvere i problemi giusti con una velocità e una profondità nuove.

Il lavoro di chi sviluppa software — come quello di designer, product manager e analisti — non è scrivere codice, ma risolvere problemi. Il codice è solo uno dei linguaggi possibili. Da qui cambia la prospettiva: non si tratta di capire se l’AI sostituirà le persone, ma di trasformare il modo in cui i team collaborano per dare forma a una visione.

In questo workshop intensivo, Stefano Leli mostrerà come l’AI possa agire come il “morso del ragno”: un catalizzatore che amplifica le capacità del team. Il workshop si concentra in particolare sulle prime fasi del processo di prodotto, dall’ideazione fino alla discovery, dove si decide davvero la qualità delle scelte future.


12.45 - 14.15

Pausa pranzo

14.15 - 15.15

Sfatare i miti di Agile

di Stefano Marello


Uno dei principi del Manifesto Agile afferma: “Rispondere al cambiamento più che seguire un piano”. Mai come in un recente progetto di coaching agile questo principio si è dimostrato cruciale. L’approccio è stato, appunto, quello di adattarsi ovviamente senza venir meno ai principi dell’agilità. E, paradossalmente, questo ha significato in certi casi dover rinunciare ad alcune pratiche ormai cristallizzate nelle metodologie agili.


15.00  - 15.45

Si ma quanto mi costi? 
Come collegare la roadmap di prodotto con il piano dei costi e far felice Finance?

di Giovanni Puliti


Le pratiche agili, tramite un approccio iterativo e incrementale, grazie ai feedback frequenti, puntano a rilasciare valore all’utente finale, eliminando tutte quelle attività non funzionali per questo scopo.
Questo ha comportato spesso una netta ridiscussione delle procedure classiche presenti all’interno delle aziende, ridiscussione che in taluni casi ha finito per etichettare come “anti agile” (e quindi sbagliato) processi comunque necessari per far funzionare i meccanismi di base.
Giovanni racconterà la sua esperienza a supporto in una azienda del settore difesa che produce prodotti complessi (software-hardware-firmware-servizi logistici) dove i team di sviluppo devono interfacciarsi con “il resto dell’azienda” per la produzione di artefatti come le pianificazioni delle allocazioni e dei costi, l’impatto sul budget, le previsioni sull’ingaggio delle persone, piani di rilascio e altra “contabilità”.

14.15 - 15.45  

WORKSHOP
Il performance management: ripensare risultati, crescita e decisioni che riguardano persone e organizzazioni

di Marco Calzolari

Il performance management, così come è stato concepito negli ultimi decenni, ha progressivamente perso efficacia. Non perché manchino strumenti o metriche, ma perché sono cambiati il lavoro, le persone, le aspettative e i sistemi decisionali in cui la performance prende forma.
Questo workshop, che mette a frutto più di dieci anni di esperienza nella progettazione di percorsi di crescita in aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, parte da una messa in discussione dei presupposti tradizionali della valutazione della performance. Esplora un approccio diverso: meno centrato sul giudizio, più orientato allo sviluppo; meno prescrittivo, più conversazionale; meno focalizzato sul singolo evento valutativo, più attento all'ecosistema che rende possibile lavorare, crescere e scegliere.
Attraverso un'esperienza pratica e guidata, i partecipanti progettano e simulano un sistema di performance ed employability che risponde sia alle domande dell'organizzazione sia a quelle delle persone, mettendo al centro il lavoro reale, le relazioni e le possibilità di sviluppo.

Cos'è

Il workshop  è costruito su due piani intrecciati. Da un lato, le domande dell'organizzazione: stiamo andando nella direzione giusta? Le persone sono allineate, supportate, messe nelle condizioni di fare un buon lavoro? Su quali segnali possiamo basarci per prendere decisioni sensate? Dall'altro, le domande della persona: come sto andando? Che cosa posso aspettarmi? Su cosa posso lavorare per crescere? Quali decisioni posso prendere io, e quali altri possono prendere su di me?
La performance, in questo senso, non è un punteggio ma una relazione situata tra persona, lavoro e sistema. Lavorare sull'employability individuale e del sistema permette di costruire un ponte tra valutazioni, decisioni e possibilità future.

15.45 - 16.15

Pausa caffé

16.15 - 17.00

Tavola rotonda finale




MokaByte Conference è organizzata in collaborazione con